Uno pseudonimo, un altro te che scrive rispetto a quello che solca ogni giorno la strada magari il solito tragitto dal portone di casa a quello dell’ufficio o al cancello della fabbrica. Sì, in fabbrica ci va quello che quando lo chiamano ti giri per strada perché sei abituato e ti hanno insegnato a farlo. […]

  E l’angelo piange e si strappa le ali bianche, e si tuffa contro la terra e bucarla fino all’inferno. Cosa vuoi creatura celeste, te che qui non ci dovresti stare? Io ho visto un uomo che ha provato ad uccidersi ma non ci è riuscito perché gli si è spezzata la corda per impiccarsi. […]

Tutto si muove e non è mai uguale neppure a se stesso; può essere un capello che si muove per un po’ di vento o un labbro che si alza non visto emettendo un breve sorriso. E le persone cambiano ancora più velocemente delle cose, che beninteso ci sembra solo che stiano ferme e quiete […]