E l’angelo piange e si strappa le ali bianche, e si tuffa contro la terra e bucarla fino all’inferno. Cosa vuoi creatura celeste, te che qui non ci dovresti stare? Io ho visto un uomo che ha provato ad uccidersi ma non ci è riuscito perché gli si è spezzata la corda per impiccarsi. E cosa vuoi da me, allora? Ecco, io voglio che tu rimetta il tempo indietro e io prenderò una corda più solida per aiutarlo a finire il più velocemente possibile una vita che lui non capisce perché non c’è niente da capire, ma solo da sommare un numero di giorni albe tramonti minuti secondi che alla fine non servono a un cazzo. Un angelo che dice queste parole? Non mi quadra. Sì perché tanto mai nessuno lo capirà e gli artisti quasi sempre intendo quelli veri hanno successo solo dopo morti. Suo figlio morirà, disperato per avere un padre pazzo, domani, non guardando mentre attraversa la strada – perché l’autista dell’autobus non lo vedrà incazzato com’è con la moglie – se lui continua a vivere e dentro lo sa lo sai che dentro abbiamo tutto, sepolto. Ma così tu, angelo andrai all’inferno e perderai le tue belle ali lo sai. E se da stasera muori e vai all’inferno conoscerai almeno un angelo custode

Perhaps Chester did right?

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